La storia antica

I primi cenni storici riguardanti la coltivazione di viti in queste zone si hanno nel VII° secolo a.C. Gli etruschi infatti coltivavano queste terre già allora e con ottimi risultati. Il particolare microclima e la vicinanza del fiume Piave che con le sue piene arricchiva il terreno circostante, hanno fatto si che la Marca trevigiana fosse fin da allora dedicata alla coltura vinicola.

Malgrado le innumerevoli epidemie e catastrofi dell’epoca, e grazie all’alleanza Romana, i primi veneti riuscirono ad insediarsi stabilmente. Come raccontava Stabone (storico greco trasferitosi a Roma nel 44 a.C.) Venezia era caratterizzata da “botti grandi come case” ed il commercio con Adria e Aquileia ne consolidarono la fama di grandi produttori di vino.

Nel medioevo

Vista la crescente richiesta di vini di qualità del Veneto insulare, nel 1050 la legge interviene nel tutelare la corretta produzione raccomandandosi di pigiare l’uva correttamente, e, nel 1094, di pigiarla “a pede coverto”.

I Veneziani sono forti consumatori, anche troppo; un libro di conti del Trecento, del ramo di San Tomà dell’illustre famiglia Morosini, pubblicato da Gino Luzzatto, documenta un consumo pro capite addirittura spropositato. Il governo esercita sul vino un monopolio, e lo fa abbondantemente annacquare. Nel 1339, per esempio, constatato che “propter vinum purum et fortem” succedono molti guai, risse e disordini, riduce il numero delle osterie cittadine e prescrive che vino puro ne possano comprare soltanto i forestieri.

Durante il medioevo la viticoltura veneta venne fortemente influenzata dalla potenza commerciale della Serenissima che permise l’esportazione dei vini veneti in altri paesi.

Ai giorni nostri

Nel 1709 si registrò una forte gelata che compromise le viti e tutta la produzione vinicola. Solo nel 1800 si tentò di far rinascere questo settore dell’agricoltura, attraverso un’approfondito studio del territorio e delle varietà di viti che meglio si adattavano ad esso.

Nel 1876 fu fondata la prima scuola di enologia: il Cerletti di Conegliano. Grazie agli studi e all’impegno dei professionisti di questo istituto, intorno al 1950, iniziò la ripresa enologica basata soprattutto sulla tutela e la qualità dei nostri vitigni che vengono così nominati: DOCG (Di Origine Controllata Garantita), DOC (Di Origine Controllata) e IGT (Indicazione Geografica Tipica).